Sunday 25 January 2026 - 07:52
Il recente oltraggio di Trump contro la Guida Suprema equivale a una dichiarazione di guerra totale

Il Procuratore generale del Paese ha ribadito con fermezza che l’apparato giudiziario della Repubblica Islamica dell’Iran non subisce in alcun modo pressioni esterne, affermando che il recente oltraggio e le offese di Donald Trump nei confronti della Guida Suprema della Rivoluzione islamica equivalgono, nei fatti, a una dichiarazione di guerra totale.

Agenzia Hawzah News – L’Hojjatoleslam Mohammad Movahhedi Azad, Procuratore generale della Repubblica Islamica dell’Iran, è intervenuto nella tarda mattinata di venerdì 3 Bahman 1404 (23 gennaio 2026), nel corso di una visita nella provincia di Qom, davanti ai membri del “Quartier generale della guerra ibrida Balagh Mobin dei seminari religiosi”. Dopo aver rivolto gli auguri per le festività del mese di Shaʿban, egli ha dichiarato che, per grazia divina, sono state avviate nuove e significative forme di cooperazione tra la magistratura e il suddetto quartier generale, il quale sta operando in modo specializzato e mirato nello svolgimento delle proprie funzioni.

Sottolineando il ruolo centrale dei seminari religiosi nella sfera culturale, Movahhedi ha evidenziato la necessità di riservare a tale ambito un’attenzione particolare, aggiungendo che l’apparato giudiziario intende avvalersi delle capacità e delle competenze del quartier generale per prevenire criticità, affrontare le sfide emergenti e contribuire al miglioramento e alla riforma dei processi sociali.

Riferendosi poi agli eventi recenti che hanno interessato il Paese, questo alto magistrato ha affermato che tali episodi hanno messo chiaramente in luce il ruolo profondo e determinante svolto dalle moschee, dagli ulema e dai simboli religiosi e confessionali all’interno della società. Proprio questa capacità di influenza, ha osservato, ha spinto i nemici, in particolare la tirannia globale, a prendere deliberatamente di mira questi ambiti.

Nel criticare le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Movahhedi ha dichiarato che l’irragionevole e arrogante presidente americano, dopo aver assistito alla risposta rapida, compatta e risoluta del popolo rivoluzionario iraniano negli imponenti raduni nazionali del 22 Dey, ha assunto posizioni contraddittorie e prive di fondamento, arrivando a sostenere di aver impedito l’esecuzione di 800 persone in Iran. Un’affermazione che, ha precisato, è del tutto falsa: non esiste alcun dato di questo tipo e la magistratura non ha mai preso una simile decisione.

L’Hojjatoleslam Movahhedi ha quindi ribadito che la magistratura è un’istituzione pienamente indipendente e sovrana, non soggetta ad alcuna forma di pressione esterna. In Iran vige una chiara separazione dei poteri, con responsabilità definite per ciascuna istituzione, e pertanto non viene accettata in alcun modo alcuna imposizione o direttiva da parte di potenze straniere.

Il Procuratore generale dell’Iran ha inoltre reagito con decisione alle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti riguardo alla Guida Suprema della Rivoluzione islamica, affermando che tali provocazioni e atti di arroganza costituiscono, dal punto di vista della Repubblica Islamica dell’Iran, una vera e propria dichiarazione di guerra totale. Ha quindi avvertito che, in caso di qualsiasi aggressione, gli interessi degli Stati Uniti in ogni parte del mondo sarebbero minacciati dai sostenitori della Repubblica Islamica dell’Iran.

In conclusione, Movahhedi ha affermato che le basi e gli interessi del regime arrogante statunitense e del regime sionista infanticida, in tutto il mondo — in particolare nei Paesi della regione mediorientale — potrebbero, in tale eventualità, essere considerati obiettivi legittimi di una reazione della Repubblica Islamica dell’Iran e dei suoi sostenitori, numerosi anche all’interno degli Stati Uniti.

A cura di Mostafa Milani Amin

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